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25 Giugno. 31 Agosto 2014.

Triennale di Milano
MODA
Frdrique Morrel, Adam et Eve font leur march en costume
Alessandro Mendini, Abito per Laurea Honoris Causas
Andrea Salvetti, Grembiule per lavori normali
Nanni Strada, Abito della raccoglitrice di conchiglie
Andrea Branzi, Post Fordista
Gentucca Bini, Abito del pornografo casto
Daniele Innamorato, Abito da lavoro dellItaliano
Issey Miyake, Extreme Film, Collezione Uomo A/I 2012
Fullscreen
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EVENTI COLLEGATI.

3 Luglio 2014 ore 14.30.

Convegno Inusuale
Abiti da lavoro

CONVEGNO

Orari
Martedi - Domenica
10.30 - 20.30
Giovedi
10.30 - 23.00
Ingresso
6,00/5,00/4,00 Euro

A cura di Alessandro Guerriero
Allestimento di Atelier Biagetti
Grafica di Frank Studio
Catalogo Silvana Editoriale 

In mostra 40 abiti da lavoro ideati da progettisti di tutto il mondo: Afran, Rodrigo Almeida, Alberto Aspesi, Gentucca Bini, Denise Bonapace, Andrea Branzi, Nacho Carbonell, Klaudio Cetina, Cano, CoopHimelb(l)au, Dea Curic, Nathalie Du Pasquier, Elio Fiorucci, Matteo Guarnaccia, Nuala Goodman , Daniele Innamorato, Mella Jaarsma, Toshiyuiki Kita, Guda Koster, Colomba Leddi, Antonio Marras, Franco Mazzucchelli, Alessandro Mendini, Angela Missoni, Issey Miyake, Amba Molly, Frédérique Morrel, Margherita Palli, Lucia Pescador, Bertjan Pot, Clara Rota, Andrea Salvetti, Nanni Strada, Tarshito, Faye Toogood, Otto von Busch, Vivienne Westwood, Allan Wexler, Erwin Wurm, Melissa Zexter.

Abiti da Lavoro nasce dalla generosità di alcuni dei 40 progettisti coinvolti, che, insieme all’Associazione Tam-Tam, hanno voluto accettare la sfida di Arkadia onlus per favorire l’inserimento lavorativo di giovani disabili.

“Il percorso è quello usuale della sartoria: si insegna ai ragazzi che frequentano il workshop gratuito di Tam-Tam come si trasforma uno schizzo in un cartamodello. Trasmettiamo questi cartamodelli ad Arkadia Onlus, dove un gruppo di persone  con disabilità li trasforma in abiti veri e propri. Abiti da Lavoro, appunto. Le ragazze e i ragazzi di Arkadia misurano, tagliano, cuciono, stirano. Lo stanno facendo anche in questo momento” raccontano Alessandra Zucchi e Alessandro Guerriero.

Abiti da Lavoro propone una riflessione socio-antropologica: un tempo l’abito faceva il monaco, il metalmeccanico, l’avvocato, il banchiere, la signora alla moda, il fantino, il musicista, il cuoco, il marinaio, la prostituta, il poliziotto, il medico, il portiere, il giudice, il muratore.

Ma oggi?

L’attuale centralità dell’individuo ha mutato il senso di ciò che indossiamo: la funzione sociale svanisce e l’abito assume soprattutto il valore dell’espressione individuale: diventa travestimento e forma dei nostri pensieri. Se prima era l’immagine che il mondo ci attribuiva oggi è l’immagine di ciò che noi vogliamo essere nel mondo.


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